Parabita
Parabita è un comune italiano di 9.414 abitanti della provincia di Lecce in Puglia. Situato nel Salento sud-occidentale, arroccato sulle alture delle Serre salentine, dista 13 km dal mare Ionio e 38 km dal capoluogo provinciale.
Parabita sorge sulle propagini settentrionali della Serre salentine. Dista 12 km dalla costa ionica e 38 km dall’estrema punta della penisola salentina rappresentata da Capo Santa Maria di Leuca. Il territorio è privo di corsi d’acqua in superficie ma ricchissimo di corsi d’acqua sotterranei.
Il territorio comunale confina a nord con i comuni di Tuglie e Neviano, a est con il comune di Collepasso, a sud con il comune di Matino, a ovest con il comune di Alezio.
Dal punto di vista meteorologico Parabita rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25,1 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle Serre Salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l’incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola.
Alcuni luoghi d’interesse particolari sono:
1)La Basilica di Santa Maria della Coltura:
La basilica, costruita nel 1913 e ultimata nel 1942, è opera dell’architetto Napoleone Pagliarulo e sorge sulle rovine di un’antica cappella. È dedicata alla Madonna della Coltura e al suo interno è custodito un monolito bizantino del XI-XII secolo raffigurante la Vergine col Bambino.
Nella realizzazione del tempio, l’architetto, si rifà ad un gotico ieratico che unito all’arte del romanico pugliese genera uno stile nuovo, il neogotico. L’edificio presenta una struttura interna a tre navate, divise da archi a sesto acuto dai quali si sviluppano lunette con finestre istoriate. I diciotto affreschi presenti in chiesa sono stati eseguiti da Mario Prayer e risalgono al 1942.
La facciata a doppia capanna,presenta un portale con intagliato da una lunetta con un mosaico raffigurante il Cristo Re. In alto è l’artistico rosone arricchito da vetrate istoriate con al centro Cristo e negli spicchi i dodici apostoli. Al lato dell’intera stuttura s’innalza il maestoso campanile, ultimato nel 1976 e voluto dai Domenicani, custodi del santuario.
2) La Chiesa delle Anime del Purgatorio, più correttamente intitolata a Santa Maria Liberatrice, risale ai primi decenni del Settecento. Il documento più antico che testimonia l’esistenza di suddetta chiesa risale al 25 novembre 1738 ed è rappresentato da una relazione di Monsignor Francesco Carafa stilata dopo una visita pastorale.
La chiesa, officiata dalla Confraternita delle Anime, ha assolto per un lungo periodo anche la funzione di cimitero comunale prima che venissero emanate, nel 1804, le norme sui cimiteri con l’Editto di Saint Cloud.
3)Il Castello Angioino
Il Castello risale al XIV secolo e si deve agli Angioini che lo edificarono per potenziare il sistema difensivo della città. La fortezza venne ristrutturata e ammodernata secondo i criteri militari dell’epoca.
Tra gli anni 1540-1545, i lavori guidati dall’architetto Evangelista Menga portarono alla demolizione dei vecchi torrioni circolari e alla costruzione di quattro bastioni a pianta laoncelata. L’attuale fisionomia venne data nel 1911 dall’architetto parabitano Napoleone Pagliarulo incaricato dal proprietario Raffaele Elia di rendere la fortezza adatta ai bisogni abitativi della famiglia.
Presenta una pianta quadrangolare caratterizzata da una imponente mole centrale decorata con motivi rinascimentali.
La Grotta delle Veneri è una cavità naturale di origine carsica che prende il nome da due statuine femminili di epoca paleolitica, le Veneri, qui ritrovate nel 1965. Si tratta di statuine scolpite in osso di cavallo raffiguranti donne in stato di gravidanza e risalenti ad un periodo compreso tra 12.000 e 14.000 anni fa. La cavità può essere divisa in due settori: la grotta-riparo esterna e la grotta.


